La politica e le istituzioni negli
ultimi anni sembrano aver scoperto la dimensione “tempo”:
il passo imposto dalla globalizzazione dei mercati, la velocità
delle comunicazioni e la portata delle crisi richiedono risposte
semplici ed efficaci in tempi rapidi. Il Governo cavalca un’urgenza
permanente che pare delegittimare il ruolo ed il peso del
Parlamento. Nel ring del sistema istituzionale si confrontano
decentramento ed internazionalismo, grida “al mercato”
ed un rinnovato Stato “salvatore”. Quali sono
lo spazio ottimale ed i tempi “efficienti” della
decisione? E’ l’economia a determinare la politica
o il suo inverso? Se le istituzioni devono correre, qual è
il traguardo?
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